consorzio vini cortona Con il Contributo di :
Consorzio Vini Cortona

Wine Tasting: I grandi Syrah di Cortona

di Claudia Bondi

Durante il convegno “Enoforum”, tenutosi ad Arezzo dal 7 al 9 Maggio 2013, il Consorzio Vini Cortona è stato protagonista con un importante evento intitolato “Cortona, In vino veritas – Syrah ed altre storie” e che si è svolto in una sala gremita e partecipe.

Ho avuto il piacere e l’onore di introdurre la storia e le caratteristiche del territorio, della denominazione e del vitigno Syrah(che in Italia ha proprio trovato in Cortona un reale alter ego alla Valle del Rodano) e di condurre il wine tasting di vini prodotti interamente con Syrah da 9 diverse cantine.

Ecco le note di degustazione dei vini: ognuno di essi recava le tracce più tipiche del vitigno(in primis sentore di pepe nero) ma si è poi rivelato nella sua unicità, proprio come gli strumenti di un’orchestra.

-“Amato” 2010 (Giannoni Fabbri): la conduzione è biologica e l’eleganza è la sua cifra stilistica. Fermentazione in cemento. Un bicchiere che danza flessuoso sulle note di prugna e cannella.

-“Laudario” 2010 (I Vicini): come dal sogno di un californiano ed un romano nasce un prodotto di terroir al 100%. Vinificazione in acciaio, con naso e bocca permeati da piccoli frutti rossi e neri.

-“0,618” 2010 (Leuta): un’altra dichiarazione d’amore firmata da produttori che vengono da lontano. Un vino dark, quasi esoterico, che inonda i sensi con ribes nero, caffè ed inchiostro.

-“Borgo” 2010 (Tenimenti D’Alessandro): prima annata nel 1992, il vino pioniere della denominazione, storico ma sempre contemporaneo. Un Syrah-manifesto che stacca per la persistenza fruttata.

-“Crano” 2009 (Baldetti): azienda dallo stile proattivo e gioioso, che si riflette interamente nel bicchiere: si distingue per un tannino grintoso ed elegante al contempo e per la timbrica di freschezza.

-“Il Castagno” 2009 (Fabrizio Dionisio): Lunga macerazione sulle bucce e malolattica che interessa solo il mosto fiore. Fragole, tabacco biondo e catrame, cotè internazionale.

-“Il Fitto” 2009 (Il Fitto): imprinting femminile in vigna ed in cantina per un calice leggiadro imperniato su un corredo di frutti rossi tipo melograno e speziatura di soffice vaniglia.

-“Clanis” 2009 (Tenuta Montecchiesi): lunga sosta in bottiglia per un vino imponente, che propone una versione del Syrah ritmata su un palato solenne.

-“Bramasole” 2008 (La Braccesca): filo conduttore all’insegna dell’equilibrio. Bouquet variegato che porge cioccolato, liquirizia, chiodi di garofano e ginepro che ritroviamo speculare al sorso.

Ho parlato di orchestra. Una boutade, ma solo in apparenza: per ricordare lo spartito suonato da ogni vino, ecco la presentazione dei “professori”:

-Giannoni Fabbri: oboe

-I Vicini: xilofono

-Leuta: corno francese

-Tenimenti D’Alessandro: violino

-Baldetti: tromba jazz

-Fabrizio Dionisio: chitarra classica

-Il Fitto: arpa

-Tenuta Montecchiesi: tamburo

-La Braccesca: sax contralto

 

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